CONSULENZA

Consulenza modelli organizzativi

La "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica", è stata introdotta nell'ordinamento italiano nel 2001 e aggiornata nel tempo con i nuovi reati in materia di sicurezza e ambiente.
L'ampliamento della responsabilità mira a coinvolgere nella sanzione di taluni illeciti penali gli enti che abbiano tratto vantaggio dalla commissione del reato. Per tutti gli illeciti commessi è sempre prevista l’applicazione di una sanzione pecuniaria, mentre per i casi più gravi sono previste anche misure interdittive quali la sospensione o revoca di licenze e concessioni, il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, l'interdizione dall'esercizio dell'attività, l'esclusione o la revoca di finanziamenti e contributi, il divieto di pubblicizzare beni e servizi.
Le fattispecie di reato contemplate dal D. Lgs. 231/01 su cui Andromeda interviene preventivamente tramite la costruzione di Modelli Organizzativi sono:

  • Reati di omicidio colposo o lesioni colpose gravi e gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies)
  • Reati ambientali (art. 25-undecies)

Cosa può mettervi al riparo?
Il MOG!
Il modello di organizzazione, gestione e controllo è un sistema strutturato ed organico di principi, norme interne, procedure operative e attività di controllo allo scopo di un diligente e trasparente svolgimento delle attività della società, al fine di adottare comportamenti idonei atti a scongiurare i reati e gli illeciti previsti dal D-Lgs 231/01 e sue successive modifiche e integrazioni.
I principali componenti del MOG 231 sono le seguenti:

  • Codice Etico
  • Sistema delle deleghe e dei poteri
  • Protocolli di controllo
  • Sistema sanzionatorio
  • Piano di formazione e comunicazione
  • Organismo di Vigilanza

Il D. Lgs. 231/01 prevede forme di esonero della responsabilità amministrativa dell’ente. In particolare, l'articolo 6 del D. Lgs 231/01 stabilisce che, in caso di un reato commesso da un soggetto apicale, l'ente non risponde qualora sia in grado di dimostrare che:

  • l’organo dirigente dell'ente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi
  • il compito di vigilare sul funzionamento, sull’efficacia e l'osservanza dei modelli nonché di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo
  • le persone che hanno commesso il reato hanno agito eludendo fraudolentemente i suddetti modelli di organizzazione e gestione

Di conseguenza sussiste in capo all’ente una presunzione di responsabilità dovuta al fatto che i soggetti apicali esprimono e rappresentano la politica e quindi la volontà dell’ente stesso. Tale presunzione può essere superata se l’ente riesce a dimostrare la sussistenza delle condizioni sopra riportate. In tal caso, pur sussistendo la responsabilità personale in capo al soggetto apicale, l’ente non è responsabile ai sensi del D. Lgs. 231/01.

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